La storia dello Shaolin Quan
Il Kung Fu Shaolin nasce nell´omonimo tempio buddhista situato nella regione dell´Henan, a circa ottanta chilometri dalla città di Zhengzhou, capoluogo della regione, alle pendici della catena montuosa del Song Shan. È in questi luoghi che intorno al 495 d.C. giunge un monaco indiano di nome Bodhidharma, ribattezzato in cinese Ta Mo, che dopo un lungo pellegrinaggio dall´India sceglie come luogo di meditazione una grotta in cima alla montagna.
Secondo la leggenda, dopo nove anni la sua ombra rimase impressa sulla roccia di fronte alla quale meditava. Trascorso questo periodo Ta Mo raggiunse l´illuminazione e uscì dalla grotta. Nacque così il buddhismo Chan, più conosciuto in occidente come Zen.
Egli divenne il primo patriarca di Shaolin; il monastero infatti, seppur già esistente con altro nome, si trasformò in quello che conosciamo oggi solo dopo la venuta del monaco, che impose agli altri monaci, divenuti suoi discepoli, lunghe ore di meditazione e la pratica dell´arte marziale.
Le origini del Kung Fu (che più propriamente dovremmo chiamare Wushu che in cinese significa "arte marziale") sono in parte perse nella storia. Sono state fatte varie ipotesi sul significato della pratica marziale: si pensa che Ta Mo possa aver introdotto una serie di esercizi ginnici per rafforzare il fisico dei monaci costretti ad ore di meditazione, secondo un´altra ipotesi lo sviluppo delle arti marziali sarebbe servito ai monaci per sopravvivere alle fiere che popolavano la zona in quell´epoca, secondo altre teorie i monaci con l´andare del tempo si videro costretti a difendere il proprio tempio dai predoni e dai briganti che popolavano la Cina di quel periodo. Si è anche ipotizzato che i monaci utilizzassero lo Shaolin wushu per acquisire longevità e mantenersi in buona salute. Dopo tanti secoli è difficile riconoscere quale di queste ipotesi spinse Ta Mo verso la pratica marziale, è estremamente probabile che si tratti dell´insieme di alcuni se non di tutti questi fattori che abbiano portato i monaci, grazie ad una pratica assidua e sempre più raffinata connessa strettamente con i principi della corrente buddhista Chan, a creare l´arte marziale di straordinaria bellezza ed efficacia che, trasmessa nel corso dei secoli, oggi conosciamo.
