Chi siamo
Appassionatomi da ragazzo alle arti marziali e al kung fu di Shaolin, ho cominciato scegliendo casualmente una palestra della mia città. Il primo incontro con un Maestro Shaolin risale al 1995, quando Shi De Yuan è venuto a Torino per dirigere uno stage.
Nel 2001, dopo aver partecipato a due seminari diretti da Shi De Cheng, ho iniziato a rendermi conto di quanto fosse limitato il livello di kung fu che mi veniva insegnato e ho sentito la necessità di migliorarlo guardando oltre la proposta della mia palestra. Ho così iniziato ad allenarmi fuori dal territorio regionale frequentando per qualche anno un corso istruttori. Il passo successivo, sempre spinto da una forte passione e dal desiderio di conoscere di più, è stato recarmi in Cina, a Dengfeng, una cittadina a pochi chilometri dal monastero di Shaolin, dove si trovano attualmente le scuole di alcuni dei monaci che hanno abitato nel tempio negli anni passati.
Ricordo che il primo viaggio a cui mi ero aggregato prevedeva due settimane di allenamenti; fu proprio grazie a questa esperienza che ho capito come un approfondito studio del gong fu non poteva limitarsi a periodi così brevi, e non poteva prescindere dalla conoscenza della lingua, e dalla comprensione della cultura e della società cinese.
Per questo motivo, terminati gli studi universitari ed eliminato l´ultimo ostacolo che si frapponeva tra me e l´oriente, sono tornato a studiare presso la scuola del Maestro Shi De Cheng per quattro mesi e nel 2006 sono tornato ancora una volta ad allenarmi a Dengfeng per altri due mesi e mezzo. Ho deciso di vivere queste esperienze nella quotidianità e a diretto contatto con gli altri studenti cinesi, adeguandomi ai loro standard di vita nonostante l’impatto iniziale sia stato forte: la lingua, il cibo, le condizioni igieniche. Ritengo sia un percorso obbligato per poter vivere lo Shaolin per quello che è ai giorni nostri, nella sua interezza e totalità. Così facendo ho potuto stringere maggiormente i rapporti interpersonali con i maestri, gli istruttori e gli studenti; approcciarmi al gong fu in maniera molto più completa e modificare radicalmente il mio modo di concepirlo, di praticarlo e di trasmetterlo. Sono seguiti poi altri soggiorni, facilitati dalla mia residenza in Cina per quattro anni consecutivi. Queste ripetute e prolungate esperienze sono state fatte nella convinzione che studiare gong fu non è fattibile in poche ore la settimana, ma è invece necessaria una profonda immersione non soltanto nella sua tecnica e atletica, ma anche nella sua realtà sociale stessa, strettamente legata alle condizioni di vita, al pensiero e al linguaggio dei luoghi di origine.
Forte di queste esperienze l’Accademia Shaolin Quan vuole portare in Italia il suo punto di vista sull’arte marziale del gong fu di Shaolin. Constatiamo con dispiacere che in occidente troppe scuole, che pretendono di insegnare lo Shaolin, propongono nella maggior parte dei casi un livello tecnico lacunoso e superficiale e scadono talvolta addirittura in misticismi che, dove non sono frutto di chiara attività di circonvenzione, servono a nascondere rilevanti inettitudini tecniche in seno a fantomatici "Maestri". La nostra ambizione è pertanto quella di portare in Italia, per quanto ci è possibile, il gong fu Shaolin per quello che è: un´arte marziale.
Felice sicuramente oggi per il livello tecnico raggiunto, non mi posso certo considerare appagato per quanto riguarda la conoscenza dello Shaolin. Augurandomi di poter continuare a studiare in maniera così approfondita anche in futuro, mantenendo questo approccio concreto, sono sempre più convinto che il giorno in cui esaurirò la sete di conoscenza per questa disciplina non verrà mai.
Francesco La Cognata
